Nicola Gervasini racconta gli anni ’80

Il 28 novembre 2022, Gloria Bonucci ha intervistato su Radiabo per i Mangiadischi Affamati di Musica, Nicola Gervasini, giornalista musicale e scrittore di libri noir.

Buona lettura!

Gloria: Benvenuti, amici, su Radio Bologna Centrale Web. Ci ha raggiunto al telefono il nostro primo ospite della serata. Abbiamo con noi Nicola Gervasini, giornalista musicale e scrittore di libri noir. Ciao Nicola, benvenuto su Radiabo!

Nicola: Buonasera a tutti. Grazie, Gloria, per avermi invitato.

Gloria: Grazie a te, Nicola. Sai, quando ho deciso di realizzare questa puntata dedicata alla gastronomia e musica anni ’80, ho pensato subito a te. Secondo me sei perfetto per raccontare quel meraviglioso decennio. Primo, perché l’hai vissuto nel periodo più spensierato della tua vita, secondo perché sei stato in grado di descriverlo alla perfezione nel tuo ultimo libro Musical 80. Ci racconti brevemente chi è il commissario Manfredi, il protagonista del tuo primo noir?

Nicola: Musical 80 è un giallo e il protagonista è proprio Manfredi, l’antitesi del commissario atipico, un tipo abbastanza svogliato e incapace, che si ritrova a fare un viaggio a ritroso negli anni ’80, periodo che anagraficamente ha vissuto, quindi diventa una sorta di occasione per rianalizzare quel decennio. La vicenda si svolge a Urbino mentre stanno allestendo un musical dedicato proprio a quegli anni, dove viene uccisa quella che è l’attrice, la starlette del musical, che richiama un po’ quelle che erano le starlette degli anni ’80, come Carmen Russo, per intenderci, o Tinì Cansino.  Il musical nel libro viene raccontato con le canzoni tipiche di quel decennio e la copertina è stata realizzata con le fotografie dei miei vinili dell’epoca.

Gloria: Nella sinossi del libro, scrivi che Manfredi cerca di non cadere negli stereotipi che da tempo condizionano la visione di un decennio, che forse non fu poi così frivolo e scanzonato. Tu eri un adolescente negli anni ’80, sei nato nel 1972. Sicuramente li hai vissuti davvero in modo scanzonato, ma col senno di poi, analizzandoli bene, cos’hai capito di quel periodo che molti di noi amano e che altrettanti odiano?

Nicola: ecco, essendo nato 1972, ho vissuto gli 80’s dagli otto ai diciotto anni, nel periodo dell’adolescenza. Ti posso dire che non mi sono reso conto di quanto fosse un po’ sopra le righe come periodo.  Me ne sono accorto poi, quando sono entrato nei 90’s, anni decisamente un po’ cupi. Negli anni ’80 era tutto un po’ pompato, appunto sopra le righe, la musica aveva suoni con le batterie grosse, le tastiere belle evidenti. E parlando di cinema, se guardiamo i film degli anni ’80 ci sembrano un po’ sbiaditi per via del tempo, ma in quel periodo erano tutti coloratissimi. E la moda? Non ne parliamo. Le donne avevano i capelli cotonatissimi, gli orecchini sembravano lampadari e le spalline? (Risata). Era tutto grosso negli anni ’80. Erano gli anni delle vacche grasse, dei soldi che giravano un po’ ovunque. Da adolescente, ovviamente, te ne accorgi un po’ meno, ma grazie al passaggio negli anni ’90, ho notato che molti sentivano la necessità di negare gli anni precedenti perché troppo eccessivi.  In ogni caso, guardandosi indietro, e questo è un po’ il tema del libro, gli anni ’80 sono stati pieni di un creatività veramente rara. Ecco perché la musica, il cinema e tutta l’arte degli anni ‘80, ora sono tornati prepotentemente in mezzo a noi e abbastanza stabilmente. 

Gloria:  Nicola, la musica scatena in noi mille emozioni, sia positive che negative, in base al nostro vissuto. Succede pure quando mangiamo una buona pietanza. Tu quale rapporto hai col cibo, magari legato alla musica? E cosa ti ricordi dei classici piatti degli anni ‘80?

Nicola: Cibo e musica sono forse le mie due passioni principali. Mi piace mangiare, mi piace ascoltare la musica, ma difficilmente le abbino le due cose. Gli anni ’80, dal punto di vista del cibo, me li ricordo per una cosa in particolare:  le pennette alla vodka. Un punto in comune di quel periodo? Panna e la besciamella. La panna la trovavi davvero dappertutto.

Gloria: Esatto! Panna, gelatina, maionese, margarina… Un’esagerazione! 😀 Ora ci ascoltiamo un brano che hai scelto da inserire nella scaletta di oggi. È legato al tuo libro Musical 80. Lo vuoi annunciare tu?

Nicola: Ho scelto Smalltown boy dei Bronski Beat, brano che apre il musical nel libro. Quando vidi per la prima volta il video di questo brano avevo dodici anni e mi colpì, visto che era un atto d’accusa contro le persecuzioni verso gli omosessuali. Fu effettivamente, insieme a Do you really want to hurt me dei Culture Club, uno dei primi brani a trattare quel problema.

Gloria: Nicola, non ti sei fermato ad un solo noir, ci hai preso gusto, tant’è che in questo periodo sei impegnato con la promozione del tuo nuovo lavoro “Il paradosso di Ippocrate”. C’è qualche richiamo alla musica in questo tuo ultimo lavoro, visto che comunque tu parli di musica fin dai tempi del Mucchio Selvaggio, giusto?

Nicola: Sì, anche da prima, perché scrivevo per La casa del disco di Varese, con cui mi sono fatto le ossa. Comunque sia sì, anche qui c’è il richiamo alla musica. Il Paradosso di Ippocrate è un nuovo thriller, un po’ meno giallo di Musical 80, dove è presente un personaggio che rappresenta gli anni ‘90, un manager molto scaltro dei nostri giorni, che però in passato era il classico ragazzo della X generation, amante del Grunge. Ogni capitolo del libro inizia sempre con  un riferimento ad una canzone di quel periodo, di quella generazione che ascoltava testi pesanti, depressi, pessimisti. E questa era la differenza tra gli anni ’80 e i ’90: negli 80’s  ci si immaginava di diventare tutti dei grandi lavoratori, dei manager realizzati in qualsiasi campo avessimo voluto, nei 90’s imperava la disillusione.

Gloria: sai,  l’11 novembre andrà in onda la terza puntata dei mangiadischi affamati di musica. Parleremo proprio degli anni 90. In quel periodo si è parlato tantissimo di cibo rispetto agli anni 80. È stranissima come cosa.

Nicola: Ma sì, questo perché nei ‘90 c’è stata anche l’esplosione di tutti i ristoranti etnici di tutta una serie di varietà di cibo. Ci siamo buttati nel cibo anche un po’ per depressione (risata). Probabilmente questa è una mia teoria.

Gloria: Ricordiamo ai nostri amici di Radiabo che possono trovare aggiornamenti sui libri che hai scritto sui vari social e possono leggere di te sul sito ngervasini.wixsite.com/nicolagervasini. Ci dici su quali altri siti possiamo leggere i tuoi articoli?

Nicola: Sì, scrivo su due webzine: www.rootshighway.it per la musica americana e poi  www.tomtomrock.it.

Gloria: Grazie, Nicola, per esser stato con noi. Complimenti per tutti i tuoi lavori, per la tua disponibilità e simpatia. A presto!

Nicola: Grazie a te! Ciao! Buona serata a tutti.

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Author: Gloria Bonucci

I Mangiadischi Affamati di musica è un programma radiofonico di Radio Bologna Centrale Web, che si occupa di arte culinaria e di musica. Gloria Bonucci, cuoca e cavatrice di tartufi - nonché musicista - e Fulvio Felisi, "chansommelier" di brani musicali, vi faranno entrare nel loro mondo per servirvi tanta musica rock, che sarà la portata principale, condita da interessanti racconti a tema e interviste esclusive ad artisti del settore musicale, di quello agricolo e di professionisti del food and beverage.